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Home » Cronaca » Sud Italia. Il 2024 sarà l’anno degli investimenti privati?

Sud Italia. Il 2024 sarà l’anno degli investimenti privati?

La Zona economica unica per il Sud, il Bonus più assumi meno paghi e il Ponte sullo Stretto, attireranno investimenti privati?

Sebastiano Adduso Di Sebastiano Adduso
18 Novembre 2023
in Cronaca, Sicilia
Tempo di lettura:3 minuti di lettura
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La Zona economica unica per il Sud, il Bonus più assumi meno paghi e il Ponte sullo Stretto, attireranno investimenti privati?
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Ci siamo occupati della Zes unica (Italia (È legge la Zona Economica Speciale unica per il Sud – Sicilia. Una parte dei fondi ZES andrà prioritariamente a Sicilia e Sardegna), un’opportunità per il Meridione e particolarmente per la Sicilia e anche la Sardegna che potrebbe attrarre notevoli capitali privati e quindi creare sviluppo economico e occupazione. Il decreto-legge n. 124/2023 infatti ha istituito, a partire dal 1° gennaio 2024, la Zona economica speciale per il Mezzogiorno – “ZES unica” che comprende i territori delle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia, Sardegna e che sostituisce le precedenti Zone economiche speciali frammentate in 8 diverse strutture amministrative. Per favorire una immediata e semplice conoscibilità della ZES unica e dei benefici fiscali riconosciuti alle imprese è stato istituito il portale web della ZES unica, anche in lingua inglese, nonché lo Sportello Unico Digitale ZES – S.U.D. ZES nel quale confluiranno gli sportelli unici digitali già attivati, nel sistema vigente, presso ciascun Commissario straordinario ZES, e che svolge le funzioni dello Sportello unico per le attività produttive (SUAP).

All’atto dell’approvazione del decreto per la ZES unica, il Ministro per gli Affari Europei, il Sud, le Politiche di Coesione e il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, Raffaele Fitto, ha assicurato che le risorse per le misure fiscali della Zes unica del Sud non saranno limitate al 2024 esortando a guardare alla strategia complessiva e non ai problemi contingenti “La Zes unica del Mezzogiorno è una delle zone economiche speciali più grandi al mondo. Si è scelto, d’intesa con la Commissione europea, di collocarla nel Mediterraneo. Va vista quindi per quello che è: una grande opportunità per l’attrazione di investimenti, stranieri e italiani“.

Il decreto specifica che per Zona economica speciale (ZES) si intende una zona delimitata del territorio dello Stato nella quale l’esercizio di attività economiche e imprenditoriali da parte delle aziende già operative e di quelle che si insedieranno può beneficiare di speciali condizioni in relazione agli investimenti e alle attività di sviluppo d’impresa. La cosiddetta cabina di regia viene istituita presso la Presidenza del Consiglio dei ministri con compiti di indirizzo, coordinamento, vigilanza e monitoraggio, presieduta dal Ministro per gli affari europei, il Sud, le politiche di coesione e il PNRR. Una specifica sezione del Piano è dedicata agli investimenti e agli interventi prioritari, necessari a rimuovere, in coerenza con quanto previsto dall’articolo 119, sesto comma, della Costituzione, gli svantaggi della ‘insularità’ nelle regioni Sicilia e Sardegna.

Altro aspetto rilevante è l’autorizzazione unica. Fatto salvo quanto previsto dalle norme vigenti  in  materia  di autorizzazione di impianti e infrastrutture energetiche,  in materia di opere ed altre attività ricadenti nella  competenza  territoriale degli aeroporti e in materia di investimenti di rilevanza  strategica nonché quanto previsto in materia di disciplina del commercio, i progetti inerenti alle attività economiche ovvero all’insediamento di  attività industriali, produttive e logistiche all’interno della ZES unica, non soggetti a segnalazione certificata di inizio attività,  ovvero in relazione ai  quali non è previsto il rilascio  di  titolo  abilitativo, sono soggetti ad autorizzazione unica, rilasciata ai sensi dell’articolo 15 su istanza di  parte,  nel  rispetto delle normative vigenti in materia di valutazione di impatto ambientale. L’autorizzazione unica di  cui all’articolo 15  sostituisce tutti i  titoli abilitativi e autorizzatori, comunque denominati, necessari alla localizzazione, all’insediamento, alla realizzazione, alla messa in  esercizio,  alla trasformazione, alla ristrutturazione, alla riconversione, all’ampliamento o al trasferimento nonché alla  cessazione  o  alla riattivazione delle attività economiche, industriali,  produttive  e logistiche.

Inoltre la legge di bilancio 2024 prevede agevolazioni per le assunzioni soprattutto al Sud Italia con il concetto “più assumi e meno paghi”, ovverosia a partire dal 2024, tutte le assunzioni a tempo indeterminato saranno esonerate dal versamento dei contributi previdenziali fino al 120%, con un aumento ulteriore al 130% per diverse categorie, tra cui under 30, donne con figli, beneficiari del reddito di cittadinanza, o assegno di Inclusione, nonché individui con disabilità.

Si aggiunga che, specialmente per Sicilia e Calabria, potrebbe essere ulteriormente favorevole anche l’impegno finanziario di 700 milioni di euro per l’apertura del cantiere del “Ponte sullo stretto”, considerata una delle più grandi opere infrastrutturali italiane. Questo progetto potrebbe divenire una trazione per l’economia del Meridione e particolarmente per l’Isola, richiamando notevoli investimenti.

Insomma, la domanda ma anche una certa speranza (in quanto non tutti possono essere dipendenti pubblici), resta quella del titolo dell’articolo: Il 2024 sarà l’anno degli investimenti privati?

 

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Tags: annoeconomicainvestimentiprivatisudunicaZona
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