Un risveglio teso, avvolto dai veleni della cronaca politica più aspra, ha scosso la comunità di Belpasso nelle prime ore del mattino. Centinaia di volantini anonimi sono apparsi capillarmente lungo le vie del centro urbano e nelle frazioni – da via Roma a via Bosco, fino a Piano Tavola , lasciati cadere sui marciapiedi o infilati sotto i tergicristalli delle auto in sosta. Un vero e proprio dossier d’accusa, privo di firme o simboli politici, mirato a colpire duramente il sindaco Carlo Caputo.
Il testo del volantino esordisce con un attacco che chiama in causa l’etica pubblica:
“Chi predica legalità e riceve favoritismi politici tradisce le istituzioni due volte”.

A seguire, il documento articola una ricostruzione in quattro punti della mappa burocratica che nel 2024 ha riguardato i Comuni di Belpasso e quello siracusano di Melilli.
Il volantino identifica Caputo, prima di tutto, come il Sindaco in carica del Comune di Belpasso, ruolo che ricopre da giugno 2023. Subito dopo, evidenzia la coincidenza temporale, nel dicembre 2024, mentre è ancora sindaco, viene assunto a tempo indeterminato dal Comune di Melilli come istruttore amministrativo contabile, a seguito di un “bando lampo”e di una selezione per interpello.
La diffusione del materiale infiamma un clima politico già fortemente surriscaldato. Solo giovedì scorso, il sindaco Caputo aveva respinto con fermezza le richieste di dimissioni piovute dai banchi della minoranza. In quell’occasione, il primo cittadino aveva rivendicato con orgoglio la trasparenza e i risultati della propria azione amministrativa, rilanciando apertamente la sfida per una ricandidatura alle elezioni comunali del 2028 con il sostegno di Fratelli d’Italia.
I gruppi di opposizione, tuttavia, ritengono che la comparsa dei volantini imponga un chiarimento immediato e istituzionale.
Il sindaco presenterà un esposto-denuncia formale presso la Procura della Repubblica e le autorità competenti per fare piena luce sulla paternità del volantino che chiosa con un celebre aforisma legato Agatha Christie (pronunciato originariamente da Hercule Poirot nel romanzo del 1928 Il mistero del treno azzurro «Un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova».




