La violenza di ieri al nosocomio
Aggressione al PS del San Marco. Cisl Catania: «Servono ambienti ristrutturati e protocolli chiari di prevenzione»
«Il personale non può vivere nella paura: ne perde tutto il sistema dell’emergenza e ne fanno le spese i pazienti in cura»
Catania, 21 settembre 2026 – Ancora un grave episodio di violenza in un Pronto soccorso di Catania, che ha avuto tra le vittime anche operatori della vigilanza privata all’Ospedale San Marco. Esprimiamo la nostra solidarietà ai lavoratori coinvolti e ai pazienti in sala d’attesa che, loro malgrado, sono stati tra le vittime. Ci auguriamo che gli accertamenti possano chiarire rapidamente la dinamica dei fatti, le eventuali conseguenze subite dal personale e le responsabilità di quanto accaduto.
«Non ci sono giustificazioni che tengono davanti alla violenza e l’aggressione nei confronti di chi, in quel momento, sta svolgendo il proprio lavoro. E questo vale per tutte le lavoratrici e i lavoratori che prestano il loro servizio, a qualsiasi titolo, nelle strutture sanitarie d’emergenza.
A tal proposito ribadiamo quanto sempre sostenuto dalla Cisl e dalle proprie federazioni di categoria: servono Triage in ambienti che, in taluni casi, andrebbero ristrutturati; adeguati servizi di vigilanza e controllo; procedure di gestione chiare e con un’attenzione particolare ai protocolli di prevenzione. La sicurezza deve essere parte integrante dell’organizzazione sanitaria e non una risposta estemporanea a un’emergenza».
Lo affermano Maurizio Attanasio, segretario generale della Cisl di Catania, e i segretari generali delle federazioni provinciali di categoria Danilo Sottile (Cisl Funzione pubblica), Michele Musumeci (Fisascat Cisl) e Carmelo Puglisi (Cisl Medici).
«Ribadiamo – aggiungono – che non è possibile continuare ad assistere a episodi nei quali chi lavora nei nostri pronto soccorsi, dal San Marco al Policlinico, dal Garibaldi al Cannizzaro, oltre a dover affrontare turni massacranti, carenze di personale, carichi di responsabilità e condizioni di lavoro spesso difficili, è costretto anche a vivere nella paura di essere aggredito.
«Un clima di insicurezza – sottolineano i quattro dirigenti sindacali – che rischia, tra l’altro, di provocare un ulteriore danno al sistema di emergenza/assistenza: da un lato rende ancora meno attrattivo il lavoro nei pronto soccorso e nei reparti maggiormente esposti, col rischio di ritrovarsi un giorno senza personale; dall’altro, ogni episodio violento blocca l’attività del reparto e si ripercuote sugli altri pazienti in cura. E invece, medici, infermieri, operatori sanitari e personale della vigilanza privata, devono poter svolgere il proprio lavoro in sicurezza e con la serenità necessaria per prendersi cura degli altri».
«La CISL Catania, con e le sue Federazioni del comparto sanitario, Cisl Medici, Cisl Fp e Fisascat Cisl, lo ha ribadito ogni volta e rappresentato più volte anche nell’ambito dell’Osservatorio prefettizio per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro. La sofferenza dei pazienti merita rispetto e comprensione, ma altrettanto rispetto meritano le donne e gli uomini che ogni giorno lavorano per curare e assistere. La violenza non può mai entrare nei luoghi di cura. Chiediamo all’Azienda universitaria Policlinico San Marco e alle istituzioni competenti di verificare con la massima attenzione quanto accaduto e di adottare tutte le misure necessarie per garantire la sicurezza del personale e prevenire il ripetersi di episodi simili».
«Non possiamo chiedere ai nostri lavoratori e operatori sanitari di essere sempre disponibili, umani e professionali – concludono Attanasio, Sottile, Musumeci e Puglisi – e poi lasciarli soli quando sono loro ad avere bisogno di protezione. Chi cura deve essere tutelato. Chi lavora per la salute delle persone non può lavorare nella paura».
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