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Home » Cronaca » Italia. La protesta degli agricoltori da Nord a Sud

Italia. La protesta degli agricoltori da Nord a Sud

Continua la protesta degli agricoltori, da Nord a Sud. Gli annunci dell’UE, i propositi del Governo nazionale e regionale

Sebastiano Adduso Di Sebastiano Adduso
7 Febbraio 2024
in Cronaca, Italia, Sicilia
Tempo di lettura:6 minuti di lettura
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Continua la protesta degli agricoltori, da Nord a Sud. Gli annunci dell’UE, i propositi del Governo nazionale e regionale
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La protesta degli agricoltori stasera potrebbe essere sul palco di Sanremo dove parlerebbe un rappresentante del gruppo che fa capo a Danilo Calvani che guida un gruppo “Comitato degli agricoltori” da dieci anni da quando inizialmente si chiamava il Movimento dei forconi.

Nel frattempo la Premier Giorgia Meloni, da Tokyo ha annunciato il suo Governo ha aumentato da 5 a 8 miliardi i fondi Pnrr, notizia che aveva già anticipato nei giorni scorsi il ministro dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, Francesco Lollobrigida, di Fratelli d’Italia. Il Governo Meloni starebbe quindi rivedendo i redditi dominicali e agrari dal computo dell’Irpef e aiuti per attenuare il costo del gasolio agricolo. La misura potrebbe far parte del Milleproroghe come emendamento dei relatori, una misura in questo senso, restano tuttavia da definire il limite entro ia quale prevedere la proroga per salvaguardare i piccoli proprietari. Occorreranno le necessarie coperture finanziarie che si aggirerebbero intorno ai 250 milioni per esentare tutti, ma, a detta di qualcuno, non sembrerebbe una cifra così irraggiungibile se per un altro verso la Politica dichiara che gli agricoltori sono una categoria basilare nel comparto produttivo e lavorativo italiano.

La protesta degli agricoltori da Nord a Sud

Anche l’Europa pare che riveda certi indirizzi precedenti, stante che in quasi tutti gli Stati europei, specialmente in Francia, Germania e Belgio, la protesta si è oltremodo estesa arrivando con i trattori nelle città, compresa Bruxelles. La Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, parlando all’Eurocamera, ha comunicato la linea morbida da adottare a seguito delle proteste dei trattori, annunciando: il possibile ritiro del contestatissimo regolamento sui pesticidi; la possibile esclusione per il settore agricolo dei limiti nel 2040 per le emissioni (meglio specificato appresso); il possibile rinvio alla prossima legislatura delle misure sui fitofarmaci (i prodotti fitosanitari comprendono erbicidi, fungicidi, insetticidi, acaricidi, fitoregolatori e repellenti e contengono almeno una sostanza attiva che può essere chimica oppure di microrganismi, inclusi i virus, che permettono al prodotto di svolgere la sua azione. Gli agricoltori contestavano che l’assenza di alternative avrebbe indebolito e ridotto la produzione oltre che accresciuto i rischi per la sicurezza alimentare con il ricorso a prodotti provenienti da altri mercati esteri che non hanno le regole dell’Ue); e ha sollecitato più sussidi pubblici agli agricoltori per incentivare la categoria. Proprio su ulteriori sgravi amministrativi per il settore sembra che la Commissione Europea dovrebbe decidere nel prossimo Consiglio Agricoltura del 26 febbraio. Nel frattempo un primo effetto potrebbe essere che Bruxelles decida di ridimensionare il cosiddetto Green Deal(Patto verde europeo è un insieme di iniziative politiche proposte dalla Commissione europea con l’obiettivo generale di raggiungere la neutralità climatica in Europa entro il 2050) escludendo gli agricoltori dai nuovi target intermedi per il clima, secondo i quali il taglio di emissioni di gas serra dovrebbe essere del 90% entro il 2040 rispetto ai livelli del 1990. La riduzione del 30% rispetto al 2015 chiesto agli agricoltori nelle bozze della proposta, sparisce dal testo finale. Secondo il presidente di Coldiretti, Ettore Prandini, questi annunci salverebbero il 30% delle produzioni alla base della dieta mediterranea, dal vino al pomodoro.

La protesta degli agricoltori da Nord a Sud

Ieri pomeriggio in Sicilia si è insediata a Palazzo d’Orléans, sede della Presidenza regionale, l’unità di crisi regionale sull’agricoltura con l’obiettivo di individuare le strategie di intervento per il superamento delle emergenze che sta vivendo il settore nell’Isola. È costituita dal presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, e presieduta dall’assessore all’Agricoltura, Luca Sammartino, la task force è composta dai dirigenti generali dei dipartimenti Agricoltura, Dario Cartabellotta, Attività sanitarie ed osservatorio epidemiologico (Dasoe), Salvatore Requirez, Acqua e rifiuti, Calogero Giuseppe Burgio, Protezione civile, Salvo Cocina, oltre al segretario generale dell’Autorità di bacino, Leonardo Santoro. Alla riunione hanno preso parte anche il capo di gabinetto di Palazzo d’Orléans, Salvatore Sammartano, e il dirigente del Servizio tutela delle acque idriche, Antonino Granata. Oggi si riunirà per le 17 con la convocazione dell’Inps per superare alcune criticità legate ai lavoratori del settore. Il gruppo di lavoro, tra i vari compiti, dovrà gestire le segnalazioni che arrivano dalle aree più colpite (ad esempio, gli allevamenti senz’acqua) e coordinare le azioni necessarie coinvolgendo anche Comuni e Protezione civile; definire le possibili deroghe o i provvedimenti per il superamento della fase emergenziale; integrare nei bandi la strategia di adattamento climatico, analizzando gli effetti del Pnrr “Meccanizzazione agricola” e valutare l’impatto di quelli che vengono definiti “sussidi ambientalmente dannosi”, ovvero quegli incentivi pubblici legati all’utilizzo di tecnologie ritenute inquinanti (gasolio agricolo, ad esempio).

La protesta degli agricoltori da Nord a Sud

Ma la generale protesta degli agricoltori non si ferma. I motivi riassunti molto in sintesi: non possono attendere i tempi della politica e burocrazia; hanno bisogno, ora, subito, di sostegni finanziari, di sgravi, di avere dilazionati se non anche dimezzati i debiti contratti per mantenere le aziende a causa di limitazioni operative, costi di produzione e bassi pagamenti dei prodotti da parte della distribuzione: si chiede un minimo dignitoso stabilito per legge dei prodotti agricoli.

Le manifestazioni degli agricoltori sono tuttavia in ordine sparso, di diversa origine e conduzione associativa o pseudo tale, sia per regioni e persino province. Ciò di tutta evidenza non gioca certo a favore della categoria, bensì della trasversale politica e rispettivi seguiti.

Intanto gli Agricoltori continuano la marcia su Roma.  Sono stati organizzati presidi in quattro punti intorno alla città: Cecchina, Valmontone, Torrimpietra e Civitavecchia, dove si stanno raccogliendo i mezzi e per la prossima settimana potrebbe anche esserci una grande manifestazione per le vie della città con forse anche i trattori. Ci sarebbe un’associazione “Riscatto agricolo” guidata da Salvatore Fais, un movimento che in poche settimane ha già raccolto numerose adesioni, che partendo da Arezzo in Toscana via A1, starebbe radunando trattori, sempre a Roma, sulla via Nomentana, all’altezza del Grande raccordo anulare. Quest’ultimo gruppo si pone come autonomo e in antitesi a quello sopra citato di Danilo Calvani (sopra citato) e chiede in particolare un tavolo permanente di trattativa con il ministro dell’Agricoltura Lollobrigida e senza sindacati.

Traffico veicolare pressoché bloccato per alcune ore al casello dell’Autosole a Capua nel Casertano e a Rivoli nel Torinese. A Capua gli agricoltori dapprima avevano sparso frutta e verdura dai trattori, poi l’hanno regalata agli automobilisti di passaggio al casello.

IN SICILIA

In Sicilia ci sono state e sono in corso, manifestazioni nell’agrigentino al bivio Gulfa, lungo la Fondovalle Sciacca-Palermo, in territorio di Santa Margherita Belice. Un centinaio di mezzi agricoli sono stati piazzati nella zona per protestare contro le politiche dell’Unione Europea, guidati da Gaspare La Marca, responsabile del Movimento spontaneo dei produttori agricoli del Belice. Altra manifestazione allo svincolo da e per Sambuca di Sicilia, sempre nell’agrigentino guidata da Baldo Mangiaracina che è arrivato da Santa Margherita con una numerosa delegazione. Un’altra anche da Menfi con Michele Interrante, Calogero Vetrano, Enzo Interrante e Giuseppe Riggio, oltre ad altri agricoltori giunti da Sambuca, da Montevago e altri comuni della Valle del Belice. Anche fra Palermo, Agrigento, Trapani, Enna, Caltanissetta e Ragusa ci sono movimenti e comitati spontanei che stanno nascendo, trovando un megafono soprattutto sui social, quali “Riscatto degli agricoltori”, “Sicilia alza la voce”, “Movimento trattori” di Canicattì, “Io sto con i siciliani” e “Agricoltori e serricoltori made in Italy”.

Troppe sigle e troppe divisioni, manca un coordinamento unico, almeno regionale, che interloquisca con la Politica (la quale, ovviamente, se ne giova come d’altra parte da sempre quasi accade con i “disorganizzati, divaganti e individualisti”, in Italia e specialmente in Sicilia, piccoli e medi imprenditori, comuni cittadini e contribuenti-noti: dividi et impera e, nel frattempo, dagli panem et circenses. Fino a che dura).

Ci siamo occupati in precedenza del settore “Sicilia. Il giusto valore di produzione per il grano siciliano (VIDEO). Gli agricoltori e i commercianti di Marianopoli chiedono l’attribuzione del giusto valore per il grano siciliano a sostegno della produzione” e “Sicilia. La protesta degli agricoltori (VIDEO). Gli agricoltori siciliani protestano in cortei con i propri trattori per significare il gravoso malessere della categoria”.

Tags: agricoltorinordprotestasud
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