Riceviamo e pubblichiamo nota a firma del Vicepresidente provinciale di Catania
Italia Viva – Casa Riformista, Stefano Bella.
In merito al futuro della storica linea Motta Sant’Anastasia-Regalbuto, conosciuta come Ferrovia delle Arance, esprimiamo pieno sostegno alla sua salvaguardia e alla prospettiva di un suo recupero e riutilizzo.
Parliamo di un’infrastruttura che non e’ soltanto un tracciato ferroviario dismesso, ma un pezzo importante della storia economica, agricola e sociale della Valle del Simeto. Cancellarla in modo irreversibile sarebbe un grave errore politico e strategico.
La strada corretta e’ un’altra: tutela, recupero e riattivazione. Anche perche’ esiste uno strumento normativo preciso, rappresentato dall’inserimento nell’elenco delle tratte ferroviarie ad uso turistico, previsto dall’articolo 2 della Legge 9 agosto 2017, n. 128, elenco che puo’ essere integrato con successivi provvedimenti, anche su proposta della Regione interessata, purche’ siano individuate le risorse necessarie.
Chiediamo quindi tre impegni chiari: primo, la salvaguardia immediata del sedime ferroviario e di tutte le opere connesse; secondo, l’avvio di uno studio tecnico ed economico serio sulla riattivazione della linea; terzo, l’attivazione della procedura istituzionale per inserire la Ferrovia delle Arance tra le tratte ferroviarie ad uso turistico.
Non si tratta di una battaglia nostalgica. Si tratta di una scelta concreta di sviluppo. In Italia esistono gia’ esperienze che dimostrano come il recupero delle ferrovie storiche possa diventare una leva di turismo, identita’ territoriale ed economia locale: dalla Ferrovia dei Templi alla Transiberiana d’Italia, fino alla Ferrovia della Val d’Orcia.
Anche la mobilita’ dolce puo’ avere un ruolo importante, ma solo se progettata in modo compatibile con la conservazione dell’infrastruttura ferroviaria e non come pretesto per cancellarla definitivamente.
Un riformismo serio non confonde la velocita’ con la fretta e non scambia la semplificazione con la cancellazione. Governare bene significa scegliere soluzioni utili, sostenibili e reversibili, soprattutto quando si ha a che fare con un patrimonio pubblico e con l’identita’ di un territorio.
Per questo riteniamo che difendere la Ferrovia delle Arance significhi difendere una possibilita’ reale per il futuro della Valle del Simeto.




