La discussione attorno al futuro della storica ferrovia Motta Sant’Anastasia-Regalbuto, nota come la “Ferrovia delle Arance”, si arricchisce di un tassello istituzionale determinante. Dopo la nascita del Comitato Popolare per la Difesa dell’infrastruttura, promosso per chiedere la sospensione di qualsiasi scelta irreversibile di riconversione in pista ciclabile, arriva la presa di posizione netta del sindaco di Motta Sant’Anastasia, Antonio Bellia.
Il primo cittadino, alla nostra redazione, ha dichiarato che l’amministrazione comunale intende rivolgersi direttamente al Governo centrale: l’obiettivo è inoltrare una richiesta al Ministero delle Infrastrutture per sollecitare il ripristino della vecchia strada ferrata a servizio del nuovo asse ferroviario Catania-Palermo. La preoccupazione risiede nel rischio di cancellare definitivamente una risorsa di collegamento strategica per l’intera Valle del Simeto.
“Vogliamo ripristinare la vecchia linea ferrata a servizio della linea Catania-Palermo – ha dichiarato Bellia – e riottenere la fermata di Motta Sant’Anastasia, soppressa nel 1984 proprio in concomitanza con la dismissione della tratta verso Regalbuto. Per questo scriveremo al Ministero delle Infrastrutture, Matteo Salvini, nel più breve tempo possibile. Riattivare la Motta-Regalbuto sia per i passeggeri che per il trasporto merci significa collegare un bacino di oltre 100mila persone. I residenti potrebbero raggiungere la Stazione Centrale di Catania in appena 15 minuti, creando al contempo un indotto commerciale e agricolo straordinario per tutto il territorio.
È un’opportunità strategica di cui ho intenzione di parlare con i commercianti e con gli operatori locali.. Sono certo di trovare la massima disponibilità anche da parte dell’assessore regionale all’Agricoltura, on. Luca Sammartino, poiché si tratta di una manovra fondamentale”
La visione del sindaco Bellia è legata al recupero della fermata di Motta Sant’Anastasia, soppressa in concomitanza con la dismissione della linea per Regalbuto. Secondo il primo cittadino, l’integrazione della tratta nell’ambito dei grandi lavori di ammodernamento e raddoppio del binario attualmente in corso lungo la direttrice regionale permetterebbe di servire un bacino potenziale di oltre 100mila persone. Un’infrastruttura di questo tipo consentirebbe ai pendolari e ai residenti del territorio di raggiungere la Stazione Centrale di Catania in appena 15 minuti, offrendo un’alternativa rapida e sostenibile al traffico su gomma.
Una prospettiva, quella del Comune di Motta Sant’Anastasia, che non riguarda soltanto la mobilità dei passeggeri, ma punta ad intercettare le esigenze del tessuto economico e agricolo locale. Il ripristino del vettore ferroviario rappresenterebbe infatti una leva fondamentale per il trasporto delle merci, in particolare per il comparto agrumicolo della zona, che trarrebbe enorme beneficio da una logistica moderna e collegata ai nodi strategici della Sicilia orientale. Per questa ragione, l’amministrazione sta avviando un dialogo sia con i commercianti locali sia con i tecnici di settore, cercando contemporaneamente l’interlocuzione e il sostegno dell’Assessorato Regionale all’Agricoltura, legato all’on.Luca Sammartino.
L’iniziativa del sindaco si aggancia alla mobilitazione civica scaturita a seguito della delibera (la n.103 dell’11/08/2026 – Approvazione Protocollo d’Intesa per la valorizzazione e la conversione in infrastruttura verde dell’ex sedime ferroviario Motta Sant’Anastasia – Regalbuto – progetto “Greenway del Simeto”) cui i Comuni di Centuripe e Paternò hanno approvato il protocollo d’intesa per la realizzazione della “Greenway del Simeto”, un progetto volto a trasformare i 52 chilometri dell’ex sedime in un percorso ciclopedonale. Sebbene la mobilità dolce e la promozione turistica siano lette da tutti come opportunità positive, la critica sollevata sia dal Comitato che dal Comune di Motta riguarda l’irreversibilità della perdita del binario. La richiesta prodotta dalle realtà territoriali è quella di mettere a confronto soluzioni integrate in cui la ferrovia e le piste ciclabili possano convivere, attraverso studi di fattibilità aggiornati e un confronto pubblico trasparente prima di qualunque decisione definitiva.




