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Home » Cronaca » Paternò: Il sindaco ordina la copertura dei manifesti del Pd contro La Russa

Paternò: Il sindaco ordina la copertura dei manifesti del Pd contro La Russa

L’ordinanza li ha ritenuti “altamente lesivi e denigratori”. “Censura” scrive il Pd

Sebastiano Adduso Di Sebastiano Adduso
22 Aprile 2023
in Cronaca, Paternò
Tempo di lettura:4 minuti di lettura
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Paternò: Il sindaco ordina la copertura dei manifesti del Pd contro La Russa
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Con ordinanza n. 22 del 20 aprile, il sindaco di Paternò Antonino Naso (detto Nino), ha disposto che vengano coperti i manifesti del Partito Democratico sul flashmob – del quale si era scritto in un precedente nostro articolo «Paternò: flashmob in piazza del Circolo PD “La Storia non si cambia”» – organizzato dal Circolo PD di Paternò per Domenica 23 aprile in Piazza Umberto alle ore 11,30 contro le dichiarazioni su Via Rasella del presidente del Senato Ignazio La Russa (di Fratelli d’Italia).

I motivi nell’ordinanza sono stati “Considerato che l’Ufficio Affissioni del Comune di Paternò ha provveduto all’affissione di manifesti del Partito Democratico, altamente lesivi e denigratori nei confronti del Presidente del Senato, nonché seconda carica dello Stato, ORDINA In, via cautelativa, per le motivazioni esposte in premessa, oscurare, con decorrenza immediata, i manifesti in questione del Partito Democratico, affissi negli spazi pubblici …”. Va detto che il sindaco ha disposto la copertura dei manifesti ma non ha vietato il flashmob che infatti si terrà regolarmente.

L’attuale sindaco di Paternò, Antonino Naso è stato rieletto – sostenuto da parte del centrodestra, in particolare la Lega e alcune liste civiche – il 12 giugno 2022 al primo turno con il 44% dei voti. Al secondo posto era arrivato un altro candidato di altra parte del centrodestra. Terza classificata la candidata del centrosinistra.

Inoltre questa vicenda inerente: da un lato il flashmob del locale circolo Pd contro La Russa; e, per un altro verso, la copertura da parte del sindaco di Paternò dei rispettivi manifesti; presenta anche la singolarità che l’attuale (eletto il 13 ottobre 2022) presidente del Senato, Ignazio Benito Maria La Russa  (notoriamente da sempre della destra), prima di partire per Milano ancora adolescente, è nato nel paese di Paternò in cui il padre era segretario politico del Partito Nazionale Fascista.

Sulla pagina Fb del circolo locale del Pd si legge «”La libertà di espressione non esiste più. La censura è un dato di fatto palese. Succede a Paternò dove il sindaco con una propria ordinanza ha deciso di oscurare i manifesti del PD che ha promosso per domani un flash mob per regalare libri di storia a Ignazio La Russa. La motivazione addotta dal sindaco censore è che l’iniziativa è altamente lesiva e denigratoria del presidente del Senato, seconda carica dello Stato. Siamo in un regime: chi non si allinea viene oscurato”. Lo denunciano il segretario regionale del PD Sicilia, Anthony Barbagallo, la segretaria provinciale di Catania Maria Grazia Leone e Salvatore Leonardi, segretario del circolo di Paternò (Catania). Il Pd ha organizzato per domenica alle 11:30 in piazza Umberto il flash-mob dal titolo “La storia non si cambia, si studia! – porta un libro di storia da regalare ad Ignazio La Russa” dopo le recenti dichiarazioni revisionista dello stesso sui fatti di via Rasella. I manifesti (in allegato la locandina) sono stati regolarmente affissi dall’ufficio Affissioni del Comune. Oggi l’oscuramento dietro ordinanza disposta dal primo cittadino. “Non bastava la goffa ma grave operazione di revisionismo storico – proseguono Barbagallo, Leone e Salvatore Leonardi, portata avanti dal governo di centrodestra, adesso dobbiamo assistere anche alla censura. L’iniziativa del sindaco di Paternò Nino Naso che decide di oscurare i manifesti della nostra iniziativa sul 25 aprile per lesa maestà nei confronti di Ignazio La Russa ci dà la misura di quanto il centrodestra, a tutte le latitudini, non abbia mai fatto i conti con gli anni più bui della storia di questo Paese. Il fatto poi che il dono di un libro di storia venga considerata un’offesa è cosa tutta da ridere”. Ovviamente il flash-mob si svolgerà ugualmente e il Circolo di Paternò denuncerà il fatto al prefetto di Catania. Sui questi fatti incresciosi che impediscono la libertà di pensiero Barbagallo presenterà immediata interrogazione alla Camera».

Non si è fatta attendere la replica del sindaco Antonino Naso di Paternò resa alla Stampa “Intendo smentire categoricamente le ricostruzioni che descrivono l’Amministrazione Comunale di Paternò e il sottoscritto nella qualità di sindaco quali promotori di azioni di censura e di limitazione della libertà di espressione. Con la mia Ordinanza di defissione immediata di alcuni manifesti firmati dal Pd apparsi negli stalli comunali ho inteso esclusivamente preservare l’integrità istituzionale della seconda carica dello Stato da affermazioni che ho ritenuto gravi, apparse nei già citati manifesti firmati dal Partito Democratico. Avrei senza dubbio assunto eguale atteggiamento anche se il presidente del Senato fosse stato di segno politico differente. Quando vennero affissi manifesti che inneggiavano alla marcia su Roma stabilimmo la defissione immediata. Da sindaco ho semplicemente inteso porre una linea di demarcazione netta tra la libertà di espressione costituzionalmente garantita e la libertà di ingiuria. Tanto è vero che la manifestazione organizzata per il 23 aprile dal Pd è stata regolarmente autorizzata”.

Si parla di reato di vilipendio nei casi in cui l’offesa venga rivolta pubblicamente nei confronti di quei soggetti che hanno una particolare dignità sociale, ai quali si rivolgono parole volgari o denigratorie. Tali soggetti appartengono, in pratica, a istituzioni che rappresentano dei valori, tutelati dalla legge. Il reato di vilipendio può essere per esempio: alla bandiera; contro le forze armate; contro la Repubblica o il capo dello Stato; contro la religione; vilipendio di cadavere o di tombe.

Nell’ordinanza sopra indicata il sindaco di Paternò scrive di avere agito in via cautelativa nell’oscurare i manifesti del Pd ritendendoli altamente lesivi e denigratori nei confronti del Presidente del Senato, nonché seconda carica dello Stato.

Il reato di vilipendio previsto dall’articolo 290 del codice penale recita che “Chiunque pubblicamente vilipende la Repubblica, le Assemblee legislative o una di queste, ovvero il Governo o la Corte costituzionale o l’ordine giudiziario, è punito con la multa da euro 1.000 a euro 5.000”.

Potrebbe configurarsi nel reato di vilipendio questo caso dei manifesti del circolo del Pd di Paternò contro il Presidente del Senato La Russa ? Potrebbe al contrario il sindaco di Paternò avere interpretato in modo eccessivo il contenuto di detti manifesti ?

Ci vorrebbe il dibattito del venerdì sera “La Parola” di Yvii 24 con due legali di entrambi gli schieramenti che esprimano la rispettiva ideologia e idee dandoci allo stesso tempo spunti chiari di diritto.

 

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Tags: censuraPaternòsindaco
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