E’ sempre massima l’attenzione alla prevenzione e al contrasto della violenza di genere posta dai Carabinieri, che si avvalgono di una rete di monitoraggio capillare, che parte dalle Stazioni dislocate su tutto il territorio, passando per militari formati e specializzati nella delicata materia.
Proprio in una Stazione Carabinieri, quella di Pedara, ha trovato rifugio una donna, 35enne, del posto, che alle 7:30 di mattina ha raggiunto la caserma, in evidente stato di shock, raccontando ai militari dell’Arma delle violenze subite, dalla sera precedente, da parte dell’uomo che stava frequentando e che, da qualche mese, conviveva con lei a casa sua.
Ai Carabinieri che, dopo averla soccorsa, hanno cercato di instaurare un rapporto empatico con lei, la donna ha cominciato a raccontare di un rapporto, quello con il convivente, marchiato dalla gelosia, possessività e violenza. Proprio per diversi e gravi episodi, pur mai denunciati, verificatisi nell’ultimo periodo di frequentazione tra i due, la donna aveva deciso di allontanare l’uomo, facendogli lasciare la propria casa di Pedara, dove lo aveva ospitato per convivere, e facendolo così tornare a casa sua a Gela. Il giorno prima, lo aveva persino accompagnato lei stessa a Gela, salvo poi cedere all’insistenza di lui per trascorrere un’ultima serata assieme. I due avevano quindi cenato a Catania rientrando a casa in tarda serata. Qui, però, sarebbero ricominciate le violenze. L’uomo, ingelosito dal fatto che la ragazza stesse utilizzando il cellulare, sospettando che avesse altre relazioni, l’avrebbe violentemente aggredita: sotto la minaccia di un coltello, le avrebbe strappato i vestiti di dosso, strangolandola con i leggins, spingendole un cuscino sul volto fino quasi a soffocarla e tappandole la bocca con del nastro da imballaggio. Le avrebbe, poi, tolto il telefono e, dopo averla chiusa in camera da letto, tenendo con sé le chiavi, l’avrebbe costretta a consumare con lui rapporti sessuali.
La vittima, terrorizzata e, di fatto, sequestrata in casa, aveva poi aspettato l’alba ed, approfittando del fatto che l’aggressore avesse preso sonno, era riuscita a recuperare le chiavi di casa ed a scappare via, raggiungendo la caserma dei Carabinieri.
I militari dell’Arma, sulla scorta del racconto della donna, hanno quindi immediatamente raggiunto la sua abitazione, trovandovi ancora l’uomo. Questi, all’arrivo dei Carabinieri, forniva loro false generalità, cercando di fornire giustificazioni cica la sua presenza nell’abitazione. L’aggressore veniva, però, comunque identificato dai militari, che trovavano, in una scatola di cartone, la sua carta d’identità, accertando anche che fosse sottoposto all’obbligo di dimora nel Comune di Gela.
I Carabinieri, quindi, sulla base degli indizi raccolti, da verificare in sede giurisdizionale, hanno arrestato in flagranza l’uomo, 40enne, residente a Gela (CL), ritenuto responsabile di “violenza sessuale”, “sequestro di persona” e “lesioni personali”.
Gli operanti hanno messo il 40enne a disposizione dell’Autorità Giudiziaria che, ferma restando la presunzione di innocenza valevole ora e fino a condanna definitiva, ha disposto l’accompagnamento presso la casa circondariale di Catania Piazza Lanza dove tutt’ora permane, anche a seguito della convalida dell’arresto e della conseguente sottoposizione alla misura cautelare della custodia cautelare in carcere.
È importante ricordare che i Carabinieri sono sempre pronti ad aiutare. Se sei vittima di maltrattamenti, puoi chiedere supporto chiamando il 112 NUE o il 1522, entrambi disponibili h24, o recandoti presso un qualsiasi presidio dell’Arma dei Carabinieri presente sul territorio nazionale. “Non rimanere in silenzio… chiedi aiuto!”




