Il Fatto Siciliano
domenica, 19 Aprile, 2026
  • Home
  • Cronaca
  • Politica
  • Attualità
  • Ambiente
  • Cultura
  • Sport
    • Calcio
    • Altri sport
  • Rubriche
    • Opinioni
    • Dillo a Yvii24
    • Quel che le donne dicono
    • Clandestino
    • CittAccessibile
  • Città
    • Adrano
    • Belpasso
    • Biancavilla
    • Paternò
    • Ragalna
    • Misterbianco
    • Motta Sant’Anastasia
    • Santa Maria di Licodia
    • Catania
    • Provincia
Nessun risultato
Visualizza tutti i risultati
  • Home
  • Cronaca
  • Politica
  • Attualità
  • Ambiente
  • Cultura
  • Sport
    • Calcio
    • Altri sport
  • Rubriche
    • Opinioni
    • Dillo a Yvii24
    • Quel che le donne dicono
    • Clandestino
    • CittAccessibile
  • Città
    • Adrano
    • Belpasso
    • Biancavilla
    • Paternò
    • Ragalna
    • Misterbianco
    • Motta Sant’Anastasia
    • Santa Maria di Licodia
    • Catania
    • Provincia
Nessun risultato
Visualizza tutti i risultati
Il Fatto Siciliano
Nessun risultato
Visualizza tutti i risultati

Home » Cronaca » Sicilia. Arrestato imprenditore della ristorazione ritenuto organico a ‘cosa nostra’

Sicilia. Arrestato imprenditore della ristorazione ritenuto organico a ‘cosa nostra’

Arrestato dalla DIA di Palermo un imprenditore organico a ‘cosa nostra’: disponeva nel Comune di funzionari e un sottoufficiale nella GdF

Sebastiano Adduso Di Sebastiano Adduso
11 Aprile 2024
in Cronaca, Palermo, Sicilia
Tempo di lettura:3 minuti di lettura
A A
Arrestato dalla DIA di Palermo un imprenditore organico a cosa nostra: disponeva nel Comune di funzionari e un sottoufficiale nella GdF
Facebook

La Direzione Investigativa Antimafia di Palermo, con l’operazione “Nemesi” ha dato esecuzione ieri a Ordinanza cautelare emessa dal Tribunale di Palermo, su richiesta della Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia panormita, con cui è stata disposta la misura della custodia in carcere nei confronti di un imprenditore della ristorazione e logistica, 68enne di Carini, Giovanni Palazzolo, ritenuto organico a ‘cosa nostra’ più specificatamente alla locale famiglia mafiosa, ricompresa nel mandamento di San Lorenzo – Tommaso Natale. Secondo gli inquirenti riciclava il denaro della cosca e aveva un informatore nella Guardia di Finanza.

LE INDAGINI

L’indagine condotta dal Centro Operativo DIA di Palermo, convenzionalmente denominata “Nemesi”, durata circa due anni, ha consentito di acquisire, a carico dell’imprenditore operante nel settore dell’edilizia, della logistica e della ristorazione, gravi indizi di colpevolezza in ordine alla propria appartenenza al sodalizio illecito, concretizzatasi, tra l’altro,  nell’avere partecipato a riunioni aventi ad oggetto la programmazione delle attività criminali, assicurato assistenza al capo mafia LO PICCOLO Salvatore nel corso della sua latitanza, riscosso il denaro provento delle attività estorsive, reimpiegandolo e riciclandolo, garantito continui e costanti contatti occulti con l’Amministrazione e gli uffici della municipalità di Carini, così consentendo alla conventicola criminale di avere rappresentati i propri interessi in seno a detto Ente locale. Sul punto, le acquisizioni investigative hanno offerto puntuale e convergente riscontro alle dichiarazioni – riconosciute attendibili – di collaboratori di giustizia già in passato ritenuti importanti esponenti della famiglia mafiosa di Carini, i quali hanno concordemente riferito in ordine al qualificato rapporto dell’imprenditore con esponenti di sicuro rango apicale del citato mandamento mafioso palermitano di San Lorenzo – Tommaso Natale e al suo ruolo di elemento di collegamento tra la famiglia mafiosa in argomento e l’Amministrazione comunale carinese.

Arrestato imprenditore della ristorazione ritenuto organico a ‘cosa nostra’

I collaboratori di Giustizia, Antonino Pipitone e Gaspare Pulizzi, per anni co-reggenti della cosca: “Se c’era un problema al Comune (di Carini ndr) si parlava con Giovanni, era come un tramite tra il Comune e la famiglia”, ha detto Pulizzi agli investigatori. Il collaboratore ha sostenuto inoltre che Palazzolo facesse investimenti per conto della cosca. “Giovanni c’ha i soldi della famiglia,” ha spiegato, precisando che l’imprenditore e il boss Vincenzo Pipitone erano soci occulti in una operazione che avrebbe consentito al boss di investire in una serie di attività edilizie. Rilevanti anche le accuse del pentito Pipitone che ha raccontato che Palazzolo aveva corrotto funzionari del Comune per consentire una serie di lottizzazioni che interessavano ad alcuni imprenditori. “Era a disposizione per tutti e nel periodo della mia reggenza era addetto al Comune di Carini e interferiva sia con il sindaco che con gli uffici tecnici”.

Arrestato imprenditore della ristorazione ritenuto organico a ‘cosa nostra’

L’imprenditore Palazzolo disponeva anche di un informatore nella Guardia di Finanza, un luogotenente, arrestato contestualmente ieri è accusato per rivelazione di segreti d’ufficio. Avrebbe rivelato a Palazzolo l’esistenza di un procedimento aperto sulla sua impresa, la Trinacria Immobiliare, a seguito di una richiesta di informazioni avanzata dalle fiamme gialle di Modena. Oggetto del procedimento era l’iscrizione della impresa, con sede in Emilia, nella white list della Prefettura di Modena. Il sottoufficiale finanziere avrebbe concordato con Palazzolo i contenuti della risposta da inviare ai colleghi modenesi, omettendo informazioni che avrebbero potuto compromettere il buon esito della pratica. Per ringraziarlo del favore Palazzolo gli avrebbe fatto capire di essere disponibile ad assumere suoi familiari.

NOTA

Giova precisare che la responsabilità penale delle condotte elencate sarà definita solo dopo l’emissione di eventuali sentenze passate in giudicato, in ossequio al principio costituzionale della presunzione di innocenza.

Tags: arrestatocosa nostraimprenditoreorganicopalermoristorazioneritenutosicilia
CondividiTweetInviaCondividi
Articolo predente

Prov.Catania. Una donna è morta per lo scoppio di una pentola a pressione

Articolo Successivo

Sicilia. Nonostante il divieto di avvicinamento si reca sul lavoro della ex compagna

Sebastiano Adduso

Sebastiano Adduso

Articolo Successivo
Arrestato 35enne dalla Polizia di Stato di Niscemi poiché malgrado il divieto di avvicinamento si è recato sul lavoro della ex compagna

Sicilia. Nonostante il divieto di avvicinamento si reca sul lavoro della ex compagna

I CC di Belpasso hanno arrestato un 53enne del posto per aggressione e minacce alla moglie poiché non aveva cambiato le lenzuola

Belpasso. Aggredisce e minaccia la moglie poiché non aveva cambiato le lenzuola

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


Ultime Notizie

Ismaele La Vardera fa tappa ad Adrano, con il tour “UNOXUNO”

Ismaele La Vardera fa tappa ad Adrano, con il tour “UNOXUNO”

6 giorni fa
Fuori l’album di Zapato “Un vecchio giubbotto di pelle”

Fuori l’album di Zapato “Un vecchio giubbotto di pelle”

2 settimane fa
Viagrande. Al via il convegno “IL VULCANO, IL MARE…LA PEDIATRIA”

Viagrande. Al via il convegno “IL VULCANO, IL MARE…LA PEDIATRIA”

2 settimane fa
Il Campione Siciliano Luca Lombardo sbarca su Prime Video con “L’arte delle otto mani”

Il Campione Siciliano Luca Lombardo sbarca su Prime Video con “L’arte delle otto mani”

2 settimane fa
Il Fatto Siciliano

Testata giornalistica online e stampata.
Registrazione Tribunale di Catania
n.cronol. 142/2023 del 23/11/23 RG n.4552/2023

Editore:
Giuseppe Cantarella
Via G.D’Annunzio, 42
Biancavilla (CT)

Comunicati stampa su:
[email protected]

Info:
3275674610 – Giuseppe Cantarella Editore
[email protected]

Lettere alla redazione

Lettere alla Redazione

Sicilia. Scuole con i riscaldamenti ancora in corso di sistemazione

30 Novembre 2023
Biancavilla

Biancavilla. Ingiulla, Prg: «Penalizzati i non “abusivi”»

18 Gennaio 2021
Biancavilla

Biancavilla. Prg approvato, adesso urgono le correzioni

21 Dicembre 2020
  • Dichiarazione sulla privacy (UE)

© Copyright 2023 Il Fatto Siciliano - Tutti i diritti riservati · Realizzazione sito e hosting

Nessun risultato
Visualizza tutti i risultati
  • Home
  • Cronaca
  • Politica
  • Attualità
  • Ambiente
  • Cultura
  • Sport
    • Calcio
    • Altri sport
  • Rubriche
    • Opinioni
    • Dillo a Yvii24
    • Quel che le donne dicono
    • Clandestino
    • CittAccessibile
  • Città
    • Adrano
    • Belpasso
    • Biancavilla
    • Paternò
    • Ragalna
    • Misterbianco
    • Motta Sant’Anastasia
    • Santa Maria di Licodia
    • Catania
    • Provincia

© Copyright 2023 Il Fatto Siciliano - Tutti i diritti riservati · Realizzazione sito e hosting