Si è svolto ieri il congresso della neo Democrazia Cristiana siciliana alla presenza di 1.200 delegati arrivati dalle nove province siciliane con circa 2000 partecipanti, i cui principali fondatori sono stati Totò Cuffaro, ex presidente della Regione (oggi dell’associazione AiutiamoilBurundi) e l’appena eletto segretario in Sicilia della Dc Stefano Cirillo medico siciliano manager della sanità. Congresso in cui è stato eletto come presidente del partito l’ex deputato regionale Carmelo Pullara, segretario organizzativo Carmelo Pace che è capogruppo del partito all’Assemblea regionale siciliana, vice segretari Ignazio Abbate e Angela Cocita, Stando ad alcune voci, questa neo Dc verrebbe vista anche come un luogo di confluenza per esponenti del centrodestra e del centrosinistra siciliano che non si riconoscono del tutto a destra come a sinistra. Sembra anzi che ci siano contatti pure con l’ex presidente della Regione Raffaele Lombardo, leader del Mpa (Movimento per l’Autonomia) come anche ci sarebbero interlocuzioni con esponenti politici della Penisola tra cui l’ex ministro Claudio Scajola e Roberto Formigoni. Insomma il grande centro della politica, la Democrazia Cristiana, vorrebbe ripartire dalla Sicilia. L’attuale presidente della Regione Siciliana, esponente di Forza Italia, nel suo discorso al predetto congresso ha parlato dei programmi che nell’immediato come Giunta si vorrebbero attuare: un decreto energia per realizzare con celerità dei termovalorizzatori: e una manovra finanziaria di fine anno che si debba preoccupare dei giovani, dei sindaci e che sappia gestire con rapidità i fondi europei. Il presidente della Regine Siciliana ha fatto ritenere più volte negli ultimi tempi, poi altrettanto smentito, che potrebbe esserci un cosiddetto rimpasto nella Giunta regionale di centrodestra. Allo stesso tempo Schifani, anche in vista del prossimo appuntamento elettorale tra il 6 e il 9 giugno delle europee, ha espresso la necessità di un consolidamento dei rapporti tra gli alleati, seppure, sin dal suo insediamento ha tenuto a precisare che secondo la sua valutazione politica sono i partiti a scegliere i propri rappresentanti in seno alla Giunta come altrettanto a rimuoverli se non più graditi ai medesimi partiti, ciò garantirebbe che non ci siano disparità di considerazione nella coalizione che sostiene il Governo regionale.
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