L’astensionismo nella prima giornata delle elezioni europee nell’Isola, di questo giugno 2024, è già un argomento di dibattito. Storicamente, le regioni del Sud Italia e le Isole (come la Sicilia) tendono ad avere tassi di partecipazione elettorale inferiori rispetto al Nord e al Centro della Penisola. Questo fenomeno può essere attribuito a vari fattori, tra cui disillusione politica, problemi socio-economici, e una percezione di distanza dai centri di potere decisionali europei, ma di fatto e soprattutto forzosamente, anche nazionali, regionali, provinciali e comunali. I dati delle elezioni precedenti mostrano che l’astensionismo è spesso più elevato in queste aree, riflettendo un sentimento di sfiducia e apatia verso le istituzioni politiche.
Solo poco più del 10% al voto nella prima giornata delle elezioni europee
A livello nazionale, alle ore 23 di ieri l’affluenza si era fermata al 14,64%. Nella circoscrizione Isole, Sicilia-Sardegna il dato è stato del 10,57%, in Sicilia è stato del 10,76%. Nelle altre circoscrizioni della Penisola l’affluenza è stata maggiore: Nord-Ovest: 16,80%; Nord-Est: 15,58%; Centro: 15,82%; Sud: 12,55%. Riguardo alla Sicilia si riteneva da più parti che dovendosi votare per le amministrative in 37 comuni ciò avrebbe alzato la percentuale di affluenza al voto. Anzi, viene ora da ipotizzare che, quanto meno, non la farà precipitare al disotto del 10% . Oggi, domenica 9 giugno 2024, si vota dalle ore 7:00 alle ore 23:00. A chiusura dei seggi inizia lo spoglio per i risultati in tempo reale e arrivano i primi exit poll e proiezioni.
L’OPINIONE
Purtroppo non si può che ribadire quanto ritenuto in altre occasioni, in ultimo nei paragrafi finali della “’opinione” di un articolo di qualche giorno addietro. L’astensionismo quindi, sarebbe da ritenersi non essere principalmente una reazione di chi non ci sta all’annoso sistema, bensì, presumibilmente e forse anche in maggioranza: la fatalista pragmatica conclusione che tanto non cambia nulla (come d’altronde apparirebbe da anni), se non diversamente nelle magniloquenze, monologhi e (preordinate ?) domande ed osservazioni, durante le passerelle, convegni, dibattiti, talk show e discorsi di fine anno. Pertanto, implicitamente, si finisce spesso con il concludere, che non giova a niente andare a votare: (ci vanno essenzialmente così le irreggimentate trasversali pletore di “seguiti” e alcuni sparuti che ancora vorrebbe sperare in un’evoluzione ragionevole per fini e interessi comuni).






