Ieri pomeriggio un giovane villeggiante di Sant’Alessio Siculo, Daniele, segnalava all’associazione Mediterranea per la Natura di Messina che un fenicottero (“giovane” per questo ancora con il piumaggio grigio) era nella pozza di acqua stagnante alla foce del torrente Agrò, tra il comune di Sant’Alessio e Santa Teresa di Riva e che quel liquido avrebbe potuto essere nocivo per il volatile. Contestualmente sapendomi in zona mi ha avvisato se potevo dargli il cambio per vigilare sul fenicottero. Così si è stati a sorvegliare il volatile fino a quando non sono arrivati i volontari dell’associazione, la presidente Debora Ricciardi insieme ai collaboratori Davide Federico e Santino Curcuruto.
Il loro è stato innanzitutto un meticoloso prepararsi poiché entrare in quell’acqua presentava di tutta evidenza dei potenziali rischi per la salute. Il fenicottero era visibilmente come sfinito, tanto che i volontari, una volta imbracatisi in degli scafandri di gomma alti fino quasi al collo per isolarsi dall’acqua, con un grande retino sono riusciti a prendere il volatile che non ha opposto alcuna resistenza e si è lasciato pulire con una tovaglia e adagiarsi dentro uno scatolo.
Come ci ha detto nell’intervista la presidente Ricciardi, si tratta di un giovane fenicottero la cui specie in questo momento migra dall’Europa verso Africa e anche il sud della Sicilia dove può svernare e trascorrere l’inverno. Adesso il giovane fenicottero, che si dovrebbe chiamare “fortunato” per avere incontrato persone sensibili verso gli animali e nella fattispecie volatili, sarà curato e disintossicato presso il centro di recupero della fauna di Forte Ferraro a Messina che è gestito dall’associazione Mediterranea per la Natura in collaborazione con il Dipartimento per lo sviluppo rurale e settoriale della Regione Sicilia, per poi essere liberato in apposito luogo.
Seguici su tutte le nostre piattaforme social cliccando questo link https://linktr.ee/yviitv e rimani sempre aggiornato





