Ci siamo occupati in precedenza della nota vicenda del solarium di proprietà di una ditta di un ex deputato di Forza Italia che si stava realizzando sulla scogliera dell’isoletta di Levanzo, frazione di Favignana nell’arcipelago delle Egadi in provincia di Trapani. Struttura che disponeva di tutte le autorizzazioni comprese quelle della Regione Siciliana e, di cui il sindaco del Comune ex presidente della Commissione regionale antimafia ed esponente della sinistra, seppure primo cittadino dal 2017, evidentemente non se n’era accorto, forse perché l’isoletta sul quale sorgeva era diversa da quella sede del Municipio. In ultimo dopo le proteste dei cittadini, la Capitaneria di porto ha intimato alla Regione di ordinare la rimozione della struttura, la quale pare revocherà l’autorizzazione, seppure la questione sembra dovrà avere un seguito giudiziario per il definitivo annullamento ma anche accertamenti di eventuali responsabilità.
Adesso però spunta un altro solarium, stavolta nel comune di Favignana. Ne parla ‘la Repubblica’ di ieri. La ditta costruttrice è la stessa di quella del solarium di Levanzo, la Manufatti cementizi trapanesi del medesimo ex deputato regionale Giuseppe Maurici di Forza Italia,
La piattaforma, avente una superficie complessiva di circa 1.300 mq e completato da circa un anno, sorge a Favignana, sulla scogliera di Punta Fanfalo. La struttura è lì da un anno e non è mai stata smontata neppure in inverno, come previsto invece dalla concessione demaniale rilasciata anche stavolta dalla Regione Siciliana nel 2020, pochi mesi prima di quella di Levanzo, e avente anche in questo caso tutte le autorizzazioni e i pareri tecnici necessari: di Soprintendenza, Comune, Genio Civile e dell’Agenzia delle dogane di Trapani.
Anche in questo caso, come quello di Levanzo, la Capitaneria di porto di Trapani dice di stare monitorando la situazione e annuncia “un sopralluogo per verificare perché non sia stata smontata”.
L’OPINIONE
Il contrasto con quanto sopra: faccio parte da anni di un piccolo civico comitato di un piccolo paese turistico-balneare. Da anni ci battiamo tra le altre cose, affinché un’area demaniale in concessione, pianeggiante, brulla e in stato di abbandono, ora anche adibita a Centro Comunale di Raccolta rifiuti, sia resa fruibile ai giovani ma anche adulti e villeggianti del piccolo Ente locale, attraverso la mera realizzazione di una pulizia e riconversione del terreno in un campetto, sempre all’aperto, di pallavolo, pallacanestro e tennis.
Ciò soprattutto perché non ci sono altri spazi piani disponibili stante la ridotta dimensione del territori comunale ormai quasi del tutto nei decenni passati cementificato e la restante parte tutta collinare, sicché da sempre, dagli adolescenti agli adulti, non è mai esistito in quella località un centro all’aperto dove socializzare e fare sport di gruppo. A quanto ci è stato detto fino a ieri in un incontro, la Regione Siciliana necherebbe l’autorizzazione a realizzare questi campetti all’aperto poiché area demaniale – seppure di tutta evidenza particolarmente protetta in quanto trattasi di una lingua di terreno dietro una rocca naturale in cui gravita già un anfiteatro in cemento con posti a sedere ed una pista circolare per eventi sollevata dal terreno anch’essa in cemento.
Eloquente di tutto quanto sopra nella notizia e in detta opinione, di come lo Stato e la Regione, attraverso convegni, passerelle talk show, manifestazioni, eventi, ecc. declamino socialità, inclusione, condivisione e sostegno ai giovani, ma poi spesso ne fatti, anche quelli inerenti il divertimento, implicitamente obblighi i ragazzi ma anche gli adulti, a dovere “migrare” anche negli svaghi. Gli adolescenti così non potrebbero neanche crescere amando il luogo dove sono nati e vivono.
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