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Home » Catania » Catania-Gela, l’asse del business sul migrante

Catania-Gela, l’asse del business sul migrante

redazione Di redazione
11 Dicembre 2018
in Catania, Cronaca
Tempo di lettura:4 minuti di lettura
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Catania-Gela, l’asse del business sul migrante
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Gli indagati sono accusati di corruzione, frode, estorsione e maltrattamenti anche su minori

La Procura della Repubblica etnea, nell’ambito di indagini collegate con la Procura della Repubblica di Gela –  ha delegato questa mattina i Carabinieri della Sezione di Polizia Giudiziaria della Procura Distrettuale della Repubblica di Catania per l’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa lo scorso 4 dicembre dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Catania nei confronti di:

1.        Pietro Marino Biondi, classe 1956, condotto a Piazza Lanza.
2.        Hatarzyna Eugenia Chylewska, detta “KASIA” classe 1980,  posta ai domiciliari.
3.        Natale Di Franca, classe 1959, posta ai domiciliari.
4.        Paolo Duca, classe 1968, posto ai domiciliari.
5.        Clara Favatella, classe 1982, posta ai domiciliari.
6.        Giuseppina Foti, classe 1972, posta ai domiciliari.
7.        Alessandro Giannone, classe 1983, posta ai domiciliari.
8.        Gemma Iapichello, classe 1976, condotta a Piazza Lanza.
9.        Giuseppe Maria Palumbo, classe 1957, posta ai domiciliari.
10.      Liliana Giuseppina Pasqualino, classe 1963, posta ai domiciliari.
11.      Francesca Provvidenza Politi, classe 1985, posta ai domiciliari.
12.      Francesca Ventimiglia, classe 1961, posta ai domiciliari.

I soggetti raggiunti dal provvedimento del tribunale, risultano indagati per aver costituito una associazione per delinquere finalizzata alla realizzazione di vari delitti contro la pubblica amministrazione, come quelli di corruzione per atti contrari ai doveri di ufficio e di frode nelle pubbliche forniture, nonché per i delitti di estorsione e di maltrattamenti. Compagine delinquenziale promossa e organizzata da Biondi Pietro Marino e Iapichello Gemma. In particolare è stato creato ad opera dei due, un sistema che si fondava sul fatto di assumere nelle varie cooperative/associazioni i parenti dei funzionari pubblici addetti al controllo del settore, creando una commistione tra controllore e controllato, circostanze dalle quali il sistema anche corruttivo traeva considerevoli vantaggi.

Le indagini, dirette dalla Procura e dai Carabinieri della sezione di Polizia Giudiziaria,  avviate nel mese di giugno 2017, hanno consentito di acquisire concrete prove della sussistenza e delle attività dell’associazione delinquenziale sopra indicata. Nel dettaglio, le investigazioni, hanno permesso di acclarare che:

-Pietro Biondi, Francesca Ventimiglia, Giuseppe Maria Palumbo, Clara Favatella, Alessandro Giannone, Giuseppina Foto e Hatarzyna Eugenia Chylewska, nell’ambito di un ben determinato progetto criminale, indeterminato nel tempo e variegato nell’essenza, a vario titolo, amministravano diverse cooperative e associazioni attive nell’opera socio-assistenziale di minori extracomunitari non accompagnati, persone diversamente abili ed anziani, allo scopo di accumulare, i profitti economici che, poi, venivano reinvestiti in altre lucrose attività imprenditoriali. Le condotte illecite consistevano nell’eludere metodicamente e fraudolentemente l’osservanza degli obblighi contrattuali stipulati con vari enti della pubblica amministrazione, condotte che si concretizzavano, nel somministrare ai minori cibo di scarto, non garantendo loro condizioni igienico sanitarie adeguate e non fornendo la dovuta assistenza tramite personale qualificato.

-Pietro Biondi,  Natale Di Franca e Paolo Duca, questi ultimi due rispettivamente dipendenti dell’INPS di Catania e Sondrio, allo scopo di ottenere illeciti profitti e/o vantaggi (consistenti per Di Franca in ulteriori benefici per i propri congiunti dipendenti di cooperativa riconducibile al sistema “BIONDI” e per il Duca di riavere assunta la moglie) compivano vari atti contrari ai propri doveri d’ufficio, come favorire e trattare con priorità le pratiche di gestione delle associazioni e/o informare Biondi e i suoi collaboratori, riguardo all’imminente esecuzione di controlli o ispezioni, nonché tralasciando di applicare le sanzioni previste per le infrazioni rilevate durante le verifiche compiute;

– Pietro Biondi,  Alessandro Giannone, Giuseppe Maria Palumbo ,  Francesca Ventimiglia, sempre nell’ambito delle cooperative e associazioni riconducibili agli indagati, maltrattavano gli ospiti a loro affidati. Maltrattamenti consistiti nell’offrire ai giovani un insufficiente abbigliamento sia estivo che invernale, nel somministrare loro pietanze solitamente insufficienti e talvolta avariate, così non garantendo la dovuta e salutare alimentazione, nel fornire posti letto con effetti letterecci infestati da pulci, tanto da indurre i giovani a dormire in terra per lunghi periodi, ciò al fine di evitare di essere bersaglio dei pericolosi parassiti. Tutte condotte aggravate dal fatto che erano compiute ai danni di soggetti in condizione di minorata difesa, sia per l’età sia per la loro condizione di stranieri.

– Pietro Biondi ,Clara Favatella, tentavano di farsi consegnare 400,00 euro da un giovane extracomunitario loro ospite, in cambio di un contratto di lavoro presso le cooperative da loro gestite, contratto che avrebbe consentito al giovane di ottenere il permesso di soggiorno e, quindi, la possibilità di rimanere in Italia evitando, di fatto, la sicura espulsione dal territorio Italiano.

Le indagini, implementate sotto la direzione della Procura Distrettuale della Repubblica di Catania, al fine di ottenere i necessari riscontri alle diverse dichiarazioni acquisite inizialmente, sono state condotte dalla Sezione di Polizia Giudiziaria Carabinieri presso la predetta A.G.attraverso un’articolata serie di intercettazioni telefoniche, telematiche e ambientali che, corroborate da diverse attività istruttorie (sommarie informazioni di persone informate sui fatti e l’acquisizione di corposa documentazione)e mirata consulenza economico/finanziaria(che evidenziava in capo al sistema BIONDI un considerevole patrimonio), consentivano di acquisire elementi dall’elevata carica probatoria; difatti, si ottenevano riscontri precisi e individualizzanti in ordine alle gravissime ipotesi delittuose sopra illustrate.

Per tali motivi, il G.I.P. del Tribunale di Catania, concordando sul quadro indiziario rappresentato dalla Procura della Repubblica di Catania, emetteva ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico di Pietro Biondi e Gemma Iapicello, mentre per i restanti disponeva la misura cautelare degli arresti domiciliari. Inoltre, accogliendo la richiesta formulata dalla Procura della Repubblica, disponeva il sequestro preventivo delle seguenti cooperative e associazioni: Associazione Solidarietà 2000, Cooperativa Comunità Per Vivere Insieme, Cooperativa Onlus Pianeti Diversi, Cooperativa Progetto Vita Onlus, Cooperativa Comunità Il Quadrifoglio Onlus, Cooperativa Alba, Cooperativa Le Fata Dell’arcobaleno, Associazione Albero Della Vitache. Nell’insieme, si è stimato avere una valore patrimoniale di circa  3 milioni di euro e un giro di affari di circa 20 milioni. Le Procure di Catania e Gela, titolari delle indagini collegate, illustreranno in una conferenza stampa congiunta, unitamente alle Forze di Polizia interessate, gli esiti più significativi delle indagini alle ore 11 odierne presso la sala di Via XX Settembre.

Tags: arrestocarabinieriin evidenzamigranti
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