Un dibattito che si accende giorno per giorno, quello legato alla della delibera n.103 dell’11/08/2026 con la quale i Comuni di Centuripe e Paternò hanno approvato il protocollo d’intesa per la realizzazione della “Greenway del Simeto”, un progetto volto a trasformare i 52 chilometri dell’ex sedime ferroviario Motta Sant’Anastasia in un percorso ciclopedonale. Al Fatto Siciliano, l’intervento del direttore del Genio Civile di Catania, Gaetano Laudani, che esprime forte perplessità riguardo al protocollo d’intesa per la dismissione e riconversione dell’ex sede ferroviaria nel progetto di pista ciclabile “Green Ways del Simeto”.
Ecco il testo integrale:
Sui Social in questi giorni corre la notizia dell’approvazione di un protocollo d’intesa per la valorizzazione e la conversione in infrastruttura verde dell’ex sedime ferroviario Motta Sant’Anastasia – Regalbuto – progetto “Green Ways del Simeto”. Mi permetto in punta di piedi di riportare qualche considerazione, tante volte esternata in pubblico nella veste di ex amministratore comunale ed in quella di semplice cittadino orgogliosamente ed ostinatamente legato al mio territorio ed alla mia gente.
La ferrovia è un’opera imponente, fatta con ingenti risorse e fatiche dai nostri progenitori tra il 1934 ed il 1952 (anno di inaugurazione dell’intera tratta), per anni ha costituito una risorsa straordinaria per il territorio dei comuni, serviva quasi esclusivamente al trasporto merci (soprattutto arance) di una parte importante del territorio catanese che si affaccia sulla piana di Catania. Immaginiamo di doverla costruire oggi, quante fatiche, quanti anni, quante risorse occorrerebbero, le statistiche parlano di 5-15 milioni di euro per chilometro per ferrovie ad un binario su tratte con modeste opere d’arte (ponti, viadotti, intersezioni stradali, ecc..). E noi cosa facciamo? La dismettiamo. Siamo sicuri che sia la soluzione giusta? Sembra quasi volessimo sbarazzarci in fretta di un oggetto “inutile” con la prima idea pratica e molto in voga in questi anni che ci viene proposta.
Non sarebbe il caso, di fronte ad una scelta così importante ed irreversibile aprire un dibattito, fare delle valutazioni attente sulla soluzione migliore da adottare, fare un’analisi costi benefici, approcciare il problema con il metodo, imprescindibile anche dal punto di vista normativo, della pianificazione sovracomunale.
Perché …. stiamo attenti …. per questo tipo di infrastrutture le scelte vanno condivise con tutti i rappresentanti istituzionali dei territori interessati.
Sappiamo cosa ne pensano i comuni di Catania, S.M. di Licodia, Biancavilla, Adrano, Regalbuto, Centuripe? Abbiamo pensato che forse interloquire con la Circumetnea potrebbe essere utile?
Ricordiamoci che il progetto per la realizzazione del People-Mover che dovrebbe collegare la Stazione della Metropolitana di viale dei Platani con piazza Caduti di Nassiriya è ancora in piedi. Pensare che un giorno la tratta possa raggiungere San Marco non è una follia, forse è un’idea ambiziosa, ma non irrealizzabile.
Peraltro la movimentazione su ferro non è necessariamente da immaginare come alternativa al Green Ways, ma integrativa. In molte parti del mondo bici e ferro si coniugano perché la ferrovia ha un percorso obbligato, ma dalle stazioni utilizzando le bici si possono raggiungere posti meravigliosi della pianura catanese.
Il mio non è un attacco all’iniziativa della Commissione Straordinaria, a cui va anzi dato il merito di aver aperto un tema importante che può scuotere le comunità dal torpore e dalla rassegnazione che a volte le attanaglia, ma un invito a riflettere, a confrontarsi, a coinvolgere nel dibattito l’intero territorio interessato dalla tratta denominata non a caso la “ferrovia delle arance”.




