In un articolo di alcuni giorni addietro, anticipavamo di un convegno “Il Comune di Adrano organizza a Catana per lunedì 19 c.m. dalle ore 9.30 alle 16.30 un convengo sulle Comunità Energetiche Rinnovabili”. Le Comunità energetiche rinnovabili (CER), con l’avanzare della crisi climatica e, specialmente con l’accresciuta consapevolezza che l’imperversare dell’inquinamento ambientale sta causando in generale un danno alla vita sul nostro pianeta che con il tempo può anche essere drammatico, sono divenute un obbiettivo dell’Unione Europea (Direttiva UE 2018/2001 conosciuta anche come direttiva RED II). Inoltre la recente crisi energetica causata dall’esorbitante costo del gas (e a cascata dell’energia elettrica essendo diverse centrali di produzione a gas) conseguente alla guerra del febbraio 2022 della Russia in Ucraina, ha sveltito il percorso per le CER. Sicché, per farla breve, dalla Unione Europea l’urgenza si è estesa anche alla nostra Nazione (Decreto 199/2021 e successive modificazioni) e Isola (Delibera di Giunta n.177 del 6 aprile 2022 e successivi atti).
Comunità energetiche rinnovabili, a che punto siamo ?
Ma in cosa consistono le CER? Detto in modo molto riassuntivo: sono delle associazioni di comuni, individui, enti e/o imprese, che si mettono insieme per produrre energia elettrica e contemporaneamente di autoconsumo. Devono possedere delle caratteristiche: la partecipazione volontaria; il controllo da parte dei membri partecipanti; la vicinanza agli impianti di produzione; la composizione fatta di individui, piccole e media aziende, comuni locali o altri enti sul medesimo territorio; l’esclusione di ogni principale forma di attività commerciale in quanto il fine è dare benefici sociali ai propri partecipanti e alle aree in cui si è residenti. Le CER godono pertanto di incentivi pubblici a fondo perduto e restituzione in bolletta: progettando e realizzando una produzione di energia elettrica e quindi una riduzione dei costi per l’uso esterno di quest’ultima; autoproducendo e consumando localmente la propria energia elettrica; favorendo il consumo elettrico negli orari in cui il proprio impianto ne produce di più; avendo anche un sistema di accumulo per l’energia non utilizzata sul momento. A valutare i contributi spettanti per lo scambio di energia è il GES (Gestore dei Servizi Energetici – GSE S.p.A.) una società interamente partecipata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. Il GSE eroga il contributo di “Scambio Sul Posto” che è un un meccanismo di valorizzazione dell’energia prodotta dagli impianti fotovoltaici e ceduta alla rete elettrica nazionale.
Comunità energetiche rinnovabili, a che punto siamo ?
Delle CER si sono nel breve meglio attivati gli Enti locali, poiché nell’ambito comunale possono immediatamente utilizzare le strutture di proprietà, quali: lo stesso municipio; le case popolari degli IACP (Istituto Autonomo Case Popolari); le scuole; le palestre, eventuali altri immobili di pertinenza; ma anche pensiline, ecc. Un’entità che può anche giovarsi delle CER sono i condomini, oppure anche più condomini vicini e collegati alla medesima cabina elettrica ricadente nello stesso contorno della rispettiva CER, ciò in quanto è possibile istallare impianti fotovoltaici sui tetti condominiali e parti molto esposte al sole. Come si crea una CER ? Premesso che non possono costituirla coloro che hanno già una fonte di energia rinnovabile (FER) quali: solare, eolica, geotermica e di biomasse quali il pellet, il legno, nocciolino di oliva; come abbiamo detto si deve costituire un’associazione o cooperativa, ovviamente legale, tra quelli che saranno i soci: persone, imprese, enti locali, amministrazioni, i quali hanno pari diritti anche di fruitori finali. La CER necessita di un programma di conoscenza sia della produzione che del consumo di energia per ottenere i migliori vantaggi economici. Per questo ci si deve affidare a coloro che producono tale peculiare software e di solito sono le medesime ditte che istallano i pannelli fotovoltaici ove anche si può trovare altra consulenza necessaria per le CER.
Comunità energetiche rinnovabili, a che punto siamo ?
La Regione Siciliana, stante che il sole è l’energia dell’Isola, ha operato con un iniziale contributo a fondo perduto a favore dei piccoli Comuni (GURS del 24/6/2022) affinché intanto potessero costituire una CER e che è stato ottenuto da oltre 300 Enti locali. Proprio ieri 16 febbraio, sulla G.U. della Regione Siciliana, sono stati indicati altri Comuni che hanno beneficiato di «anticipazione pari al 40% del contributo nell’ambito del Programma di sostegno agli investimenti dei comuni della Sicilia al fine di “Promuovere la sostenibilità energetico-ambientale nei comuni siciliani attraverso le comunità di energie rinnovabili e solidali (CER)», quali: Santa Marina Salina (ME); Limina (ME); Favara (AG); Furci Siculo (ME); Floresta (ME); Lampedusa e Linosa (AG). La Regione Siciliana a fine ottobre dello scorso anno ha stanziato ulteriori 100 milioni di euro per i piccoli comuni, sotto forma di contributi a fondo perduto, per realizzare l’infrastruttura per la produzione di energia della CER su aree di minimo 15mila metri quadrati messe a disposizione dagli stessi Enti locali. Il bando ha un doppio scopo: combattere la povertà energetica dei cittadini e migliorare l’efficienza energetica degli edifici pubblici. I ricavi derivanti dalla produzione e vendita di energia da parte delle Comunità Energetiche Rinnovabili saranno reinvestiti per contrastare la povertà energetica e per migliorare l’efficienza energetica degli edifici pubblici, contribuendo a ridurre i costi dell’amministrazione pubblica.
L’OPINIONE
Ci fermiamo qui, nell’attesa di avere ulteriori chiarimenti al convegno di lunedì a Catania dove ci saremo. Tuttavia un’osservazione ci incalza. Ci sembra infatti, che nell’Isola ci sia poco dibattito socio-psicologico-preparatorio nei Comuni, a partire anche dalle scuole e coinvolgendo i genitori, oppure nei condomini tra amministratori e comproprietari, affinché si stimoli la realizzazione di CER tra i cittadini. Altro, riteniamo, è infatti crearle nell’orbita di Enti, ove si è risaputamente esercitati da decenni ai ruoli di politici, seguiti e imprenditori.






