Dal prossimo 30 settembre, Caronte & Tourist isole minori cesserà di operare collegamenti da e verso le isole Eolie, Egadi e Ustica, e ciò comporterà il licenziamento collettivo di 71 dipendenti. La società messinese ha avviato la procedura di licenziamento collettivo, comunicandola ai sindacati conformemente alle pratiche standard. I marittimi interessati saranno in totale 71: otto comandanti, quattro primi ufficiali, tre secondi ufficiali, sette direttori di macchina, sette nostromi, 23 marinai, quattro giovani di coperta, quattro mozzi, otto operai motoristi e tre comuni di macchina. La Regione Siciliana però potrebbe correre ai ripari al più presto. Palazzo d’Orleans annuncia l’avvio dell’iter per affidare in concessione gli stessi collegamenti marittimi. Firmato oggi il decreto per la procedura negoziale, che include la clausola sociale: i nuovi aggiudicatari dovranno garantire gli attuali livelli occupazionali. Grandi preoccupazioni ovviamente tra i sindaci delle isole minori che sono pronti a riottenere collegamenti marittimi adeguati per soddisfare quelle che sono le esigenze primarie di continuità territoriale per le popolazioni e anche per i tanti villeggianti e vacanzieri soprattutto stranieri che ancora affollano gli Arcipelaghi. La vicenda appare l’epilogo del sequestro di alcune navi traghetto del gruppo Caronte & Tourist Isole Minori. In ultimo il 10 luglio u.s. il Tribunale del Riesame aveva respinto i ricorsi presentati dalla compagnia Caronte & Tourist contro il sequestro di 9 delle sue navi, disposto dall’Autorità giudiziaria in due diverse occasioni, nell’ambito di un’inchiesta relativa al bando per i collegamenti con le isole minori siciliane finanziato dalla Regione. Inizialmente il ricorso della società aveva ottenuto dal Tribunale la facoltà d’uso per le sei navi della divisione Isole Minori poste sotto sequestro con il secondo provvedimento, quello del 20 giugno, emesso non per irregolarità riscontrare sui mezzi (come invece era accaduto per le prime 3) ma per raggiungere la cifra (29 milioni) decisa dal GIP nella sua ordinanza di sequestro. Poi però con la successiva pronuncia del Tribunale del Riesame, pur restando in vigore la ‘facoltà d’uso’, le 6 navi sono rimaste sostanzialmente sotto sequestro a tutti gli effetti.
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