In un articolo del mese scorso, scrivendo della problematica sul cosiddetto “caro-voli per l’Isola, si era ipotizzato (per empirica osservazione) che non si escludeva implicitamente anche una certa volontà dietro le quinte per frenare il turismo in Sicilia e dirottarlo altrove “Sicilia. Caro voli in crescita. Anche un danno per il turismo. Per l’Isola il caro voli arriva in qualche tratta a 600 euro. Un danno anche per il turismo: sembra quasi voluto. L’OPINIONE”. Un po’ come i grandi investimenti pubblici che la Politica, specialmente isolana e senza distinzioni di estrazione e genere, ci declamava in passato per l’Isola e invece sarebbero stati dirottati nella Penisola. Purtroppo, arriva più di una indiretta conferma al danno patito dal turismo siciliano a causa del caro-voli. Confesercenti Sicilia segnalava appena a metà del mese in corso che per un volo Milano-Palermo ci voleva più di 500 euro, cifra che rendeva difficile, se non addirittura impossibile, il rientro in famiglia di lavoratori e studenti fuori sede per le feste natalizie. Adesso la situazione è anche peggiorata, come sulla linea Bologna-Palermo o Catania, che tra andata e ritorno nel periodo 22 dicembre – 7 gennaio, con bagaglio a mano e senza prenotazione del posto, in classe economy si arriva a 700 euro. Si rammenta peraltro che lo sconto-voli del 25% o del 50%, istituito dalla Regione Siciliana, è accessibile a chi risiede nell’Isola, viaggia sulle tratte da Roma e Milano e appartiene alla categoria degli studenti, disabili e viaggiatori con Isee inferiore a 9.360 euro. Pertanto i turisti e gli isolani che hanno la cittadinanza altrove e hanno un Isee superiore, per venire in Sicilia in alcune tratte dovranno arrivare a pagare interamente anche 650 euro se non anche più. Nel frattempo, mentre il movimento viaggiatori per Natale e Capodanno registrerebbe un generale rialzo in tutto il Bel Paese rispetto allo stesso periodo del 2022 e specialmente per le città cosiddette d’arte, in Sicilia le prenotazioni sarebbero in calo persino sotto la media italiana.
L’OPINIONE
Ai nostri annosi politici siciliani, senza distinzione di età, genere e colore, con rispettive pletore di “seguiti” (la trita sciagura sociale) interessano di tutta evidenza da sempre i propri immediati scopi personali, familisti e cerchie, sicché la lungimiranza e il raggiungimento di fini e interessi comuni rimangono unicamente magniloquenze da discorsi di fine anno, passerelle, presentazione di libri, convegni, commemorazioni, talk show e parole che ai “sonnambuli” cittadini piace sentirsi dire e ripetere. Nella fattispecie del tema, in tanti anni di sperpero in mille rivoli per clientelismo e scambio di voto sociale al fine di garantirsi i bacini elettorali e parallele remunerazioni, la politica siciliana, nonostante il calo-voli si ripeta da tempo in ogni occasione di festività e stagione balneare, non è stata capace di immaginare (o non ha voluto per chissà quali dissimulati aspetti) una compagnia aerea isolana o quanto meno una partecipata, ma ovviamente seria, certo non come i “carrozzoni” siciliani (vedo costosi autobus pubblici a due piani fare tratte con un passeggero, quando basterebbe un moderno pulmino molto più economico: tutto in regola per carità secondo la costituzionalizzatasi – più bella del mondo – manciugghia e spartizione italiana e specialmente siciliana, dal puntale della “Piramide” fino all’ultimo strapuntino alla base). Fino a che dura.






